queenseptienna: (GD Billie sparo)
Prima di iniziare: QUESTO E' UN RANT. Sono incazzata, furibonda e nervosa, ergo come è mia consuetudine lancerò strali infuocati da qui in modo da calmarmi fino al prossimo imbecille che me le farà girare a elica.
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Facebook è un luogo ameno.
Pieno di professori, amici, ex compagni di classe, professionisti, semplici utOnti, disadattati, attention whore, blogger, primedonne e soprattutto scrittori, come tutti i social network contiene le più svariate tipologie di persone. Così come Twitter o Tumbrl.
Un'allegra sarabanda di persone che lo sanno usare al 10% e spesso di quel 10, l'11% del tempo lo usano male.
Applicato all'editoria poi è un delirio, perché si va a mescolare la miscela esplosiva editori + scrittori + blogger (io che sono la miscela di tutte e tre sono una mina vagante, da quel che mi dicono), che all'apparenza può sembrare non troppo pericolosa, ma in realtà nasconde parecchie insidie.

Punto primo: l'editore è poco presente. Grandi CE hanno solo pagine Facebook, mentre i piccoli editori spesso sono incapaci a distinguere il proprio profilo personale da quello lavorativo (che è una cosa di cui vengo spesso accusata, ma fino a prova contraria i cazzi miei li scrivo sulla mia bacheca, non su quelle delle mie attività lavorative, ma ovviamente discernere non è una qualità di questo mondo).

Punto secondo: gli scrittori sono fin troppo presenti. Primedonne abituate a parlare nient'altro che delle loro produzioni, fracassano i coglioni al loro prossimo con i loro fantasy da due soldi oppure lanciano invettive agli editori con fare sibillino per raccogliere favore popolare senza dare spiegazioni (sì, è una frecciata, ma io sono una brutta persona).
Quelli di cui invece vorresti avere notizie delle uscite non spammano niente se non nel giorno di pubblicazione, momento in cui pubblicheranno per la prima e ultima volta la cover del loro lavoro e buonanotte al secchio.

Punto terzo: i blogger letterari (o comunque culturali). Non dovrei parlare male della mia categoria primaria, ma in questi giorni ringrazio davvero Cthulhu che Scrittevolmente sia un gruppo così chiuso ed elitario che manco le cannonate mi convincerebbero a far entrare altre persone al di fuori della mia cricca (definizioni da parte di un collega blogger che stimo molto poco).
Quindi i blogger si dividono in genere in tre categorie: quelli che si fanno i fatti loro (che dio li benedica), quelli che hanno un blog dedicato prettamente al romance e che spammano lo stesso articolo ventordici volte di seguito per ventordici giorni in ventordici gruppi dedicati (a cui si sono premurosamente ricordarti di iscriverti in modo che tu riceva ventordici notifiche in un colpo solo). Questa categoria è altresì da me etichettata come mendicante, ovvero passa il tempo appresso ai grandi editori elemosinando libri e se sei un piccolo editore che glieli mandi volontariamente devi pure essere grato se ti cagano.
Poi c'è la terza categoria, quella che mi fa rantare oltre ogni dire perché racchiude gli ormai arcinoti nemici della sottoscritta, ovvero i sinistronzi radical chic che tra una recensione (spesso anche gradevole) di un libro o un film, ci infilano anche post con lezioni di vita (o lezioni di scrittura a dir poco esilaranti) o delle loro produzioni artistiche in rigoroso formato ebook perché l'ebook è il libro del futuro. Hipster che rigorosamente si autopubblicano perché "l'editoria è un mondo malvagio", quando la semplice realtà è che nessuna casa editrice li ha mai cagati o se lo ha fatto si sono presto resi conto che non sarebbero diventati abbastanza ricchi da mantenersi l'iPhone.


Ora che le ho suonate a tutti, perché sento già l'odore delle code di paglia che prendono fuoco e si ergono a strenui difensori della propria attività, vorrei specificare questa cosa: io non sono vostra amica. Il fatto che talvolta apprezzi quello che fate non mi impedisce di detestarvi lo stesso o ritenervi nient'altro che conoscenti. Mi piace il vostro lavoro, è raro che mi piacciate voi.
Gli amici sono altre persone, non certo quelli su Facebook, per cui DISCERNIMENTO gente.

queenseptienna: (Watchmen - Ozymandias)
Grazie a Valerio Villa e Marcello Nicolini ho iniziato il magico mondo della radio, con un bellissimo programma intitolato "The Bookshelf".
Sono già stata a registrare un paio di puntate insieme ad altri miei colleghi del mondo dell'editoria e se vi va potete recuperare tutti i podcast delle puntate da QUI!
queenseptienna: (Watchmen - Ozymandias)
Grazie a Valerio Villa e Marcello Nicolini ho iniziato il magico mondo della radio, con un bellissimo programma intitolato "The Bookshelf".
Sono già stata a registrare un paio di puntate insieme ad altri miei colleghi del mondo dell'editoria e se vi va potete recuperare tutti i podcast delle puntate da QUI!
queenseptienna: (Lo Hobbit - Majestic Thorin)
Io e Daze vi parliamo di contest letterari e mala editoria.

queenseptienna: (Glee - Finn - Facepalm)
Che Giunti-Y non sia una CE campionessa nella scelta dei propri titoli è ormai appurato (come non citare l'indimenticabile "Gli zombie non piangono"?), ma non lo è nemmeno delle copertine.
La cover in questione è quella di Cuore di tenebra di Joseph Conrad, la cui copertina ha turbato fortemente la mia esistenza.


Credo che se siete un minimo intelligenti avrete già colto il problema.
Se non lo avete colto ve lo esplico: quello nella copertina è Josh Halloway, noto per aver interpretato James Ford - "Sawyer" in "Lost", dal quale proviene anche l'immagine (mi sono bastati meno di 30 secondi su google).
Ebbene, cara Giunti-Y. Sei riuscita a capire come spendere i prossimi guadagni in cause legali.

Allergie

Mar. 24th, 2013 10:00 am
queenseptienna: (Lo Hobbit - Fili)
Sono allergica a un sacco di cose: ai gatti, ai cani, ai conigli, alla polvere, alle graminacee, all'aspirina, a un antibiotico... ma soprattutto sono allergica ai furbi e a quelli che pensano di esserlo.

La prima allergia va a chi fa delle chiamate in antologia e pensa che il MIO testo diventi automaticamente SUO solo perché ho deciso di partecipare. LOL NOPE.

La seconda allergia invece va a chi prende un argomento polemico, vecchio di anni e possibilmente di cui non sa niente e lo usa dando la sua sconsiderata opinione.

La terza allergia invece va a chi crede che io sia tanto buona e cara, che faccia da psicologa aggratis e che sia una onlus: no, vaffanculo! Sono anni che il regime è cambiato e il regime dice "avete dei problemi? Sono VOSTRI problemi, non miei!"

La quarta allergia è per quei furboni che pensano che io non legga quello che scrivono, convinti che la mazzata in testa non arrivi inesorabile come invece puntualmente accade.


Come dicevo alla mia amante e socia a delinquere, forse la colpa è mia che non sono molto empatica. O forse sono solamente una fottuta stronza e la cosa mi piace un sacco.
queenseptienna: (Ghigno Cain)
Io a [livejournal.com profile] babycin voglio un sacco bene. Motivo per il quale vi consiglio di fare un giro alla sua Triskell Edizioni, completamente dedicata alla narrativa romance e anche LGBT.

La Triskell sta anche lanciando una raccolta di racconti da inserire in un'antologia. Maggiori info QUI!





queenseptienna: (GD Billie EVIL)
Tra Natali, onomastici e altre cose... ho gettato un occhio al mio profilo e ho scoperto che DUN DUN DUN oggi è il compleanno di Horseshoes and Heartgrenades, che oltre a essere il titolo di una canzone dei Green Day, è anche il nome definitivo di questo blog.
Il mio diario online compie la bellezza di quattro anni, anni in cui lo tradito ripetutamente con Blogger e Wordpress, ma alla fine... beh, ci sono fin troppo affezionata a questo posto che conta ormai sui 1000 post e si attesta sulle 700 visite giornaliere (grazie LJ Stats, per una volta sei stato utile).

Facciamo un po' di memorie, come si suol dire: il blog è nato il 25 gennaio del lontano 2009, per un'occasione piuttosto stupida a dire il vero, postare su uno spazio mio la fanfiction "Red Snow", la mia prima James/Severus. Mi ricordo che era un giorno in cui nevicava, nella città dove ho ambientato il Survival Blog. Era un po' un giorno di merda, con una situazione sentimentale/finanziaria di merda e con il solo scopo di evadere da una realtà di merda.

Con il tempo il blog è cresciuto, ma fino alla metà del 2012 è stato sempre e solo dedicato alle fanfiction, ai miei sfoghi personali, alle guerre tra fanwriter e alle ship wars. Poi è diventato qualcosa di davvero intimamente mio.
Tra queste pagine sono passate migliaia di persone (come attestano i quasi 5500 commenti presenti), tra cui amici, ex amici, gente che mi stava sulle palle e gente che mi sta sul cazzo ancora adesso, sconosciuti, autori, editori... insomma, davvero chiunque, persino mia madre.

Questo blog è stata la mia ancora di salvezza per gli sfoghi davvero intimi e privati, dove qualcuno è arrivato a tendermi la mano quando ne ho avuto più bisogno, ovvero nel novembre 2010.

Ho dato tanto e mi è stato dato tanto, sia in termini di affetto, sia di odio.

Con questo compleanno voglio inoltre fare un annuncio: probabilmente non scriverò più fanfiction, tranne quella volta all'anno in cui il p0rn Fest farà la sua comparsa. [livejournal.com profile] thestaticage_ff rimarrà a imperitura memoria di anni di onesto fanwriting, ma temo non verrà più aggiornato, né ho intenzione di iscrivermi a challenge, contest e altre menate (a parte il p0rn fest, si intende).
Ho deciso di dedicarmi interamente alla scrittura professionale e al campo editoriale. Questo non significa che non posterò più storie. Ho scritto gratis per anni e continuerò a farlo. La saga di Soft Nightmare è un palese esempio, così come lo è Verbatim. Sarà quindi La Mela Avvelenata, nuova casa editrice digitale che vi ho spammato ieri, il nuovo contenitore delle mie storie gratuite e non, tutte originali e non più fanfiction.
Semplicemente voglio dedicarmi ad altro, più precisamente a qualcosa di mio e basta.

Grazie per ogni cosa che avete fatto per me e per questo blog!

queenseptienna: (Star Wars - Storm Trooper)

La Mela Avvelenata – Editori digitali che credono nelle favole e nelle streghe cattive. E nelle loro mele.

La Mela Avvelenata nasce nel gennaio del 2013 come editore digitale. Si prefigge come obiettivo la pubblicazione di testi in vario formato, di diversa lunghezza, ma soprattutto di genere.

La Mela ha uno staff prevalentemente al femminile, ma non per questo debole: anzi, proporremo testi forti, audaci e sovversivi. Sono l’horror, la fantascienza, il fantasy e le contaminazioni i principali punti fermi. Un posto speciale ce l’ha anche la narrativa LGBT, che difficilmente trova posto nel mercato editoriale tradizionale a causa delle sue tematiche, ma che ha un pubblico vastissimo e affamato.

Puntiamo anche sulle pubblicazioni gratuite di racconti brevi, per promuovere i nostri autori e farci conoscere come editori.

La cura nell’editing e dell’aspetto grafico dei nostri prodotti saranno i nostri punti di forza.

Potete trovarci all’indirizzo http://www.lamelavvelenata.com/ dove potrete testare con mano la qualità dei nostri libri, scaricando quelli gratuiti.

P.S. Siamo in cerca di nuovi autori ώ
queenseptienna: (Jeeves and Wooster - Loser I love you)
Siamo qui, per l'ennesima volta, a parlare di libri di carta vs. ebook. L'eterna lotta fra lettori digitali e i cosiddetti "lettori forti" (che non significa che leggono di più, ma che leggono solo su carta).

Una guerra che, a mio avviso, ha spaccato i maroni al prossimo.

In questi giorni infatti si è di nuovo risollevato più volte l'argomento, ma io vedo la situazione dall'interno, ovvero principalmente da blogger che di libri se ne occupa al punto da avergli dedicato un sito intero.
Mi capita spesso di avere a che fare sia con editori, sia con altri colleghi blogger e quelli che si votano ai libri sono esemplari terribili, parola mia.
Infatti sempre più di frequente mi ritrovo a partecipare da assenteista (nel senso che mi limito a osservare e ascoltare, perché se parlassi farei esplodere una bomba nucleare) a sterili discussioni di blogger che letteralmente piangono sangue perché le case editrici, grandi o piccole che siano, hanno deciso di non inviare più cartacei, ma solo ebook.
E giù piagnistei infiniti sul fatto che non ne vale più la pena di fare i blogger letterari se le case editrici non ti regalano più i libri.

PREGO?

No, davvero. Non sentite anche voi il rumore delle palle che mi sono cresciute e che si sono schiantate in terra?

Siamo in tempi di crisi (e Cthulhu sa solo quanto odio scrivere una frase del genere), i libri di carta costano (anche gli ebook, ma in misura minore) e le case editrici vanno avanti a fatica, soprattutto le piccole e le medie. Spedire gratis un libro ha un costo e un editore lo fa solo se nei confronti di quel blogger prova stima (come accade a noi di Scrittevolmente). Spedire un ebook ha costo zero, perché non lo si deve impacchettare, non lo si deve stampare, non si deve pagare il piego di libri e non si deve pregare chissà quale divinità che il pacco arrivi al destinatario senza intoppi.
Basta una mail e l'ebook è servito.

Ma non c'è l'odore della carta...

Seriamente, andatevene a fanculo.

queenseptienna: (Yay!)
Oggi sono particolarmente gioiosa!
A parte che i lavori che sto ultimando con la mia red twin Alexia, che stanno andando a meraviglia, e le future 4 pubblicaziono con Lite entro marzo, si è aggiunto un nuovo testo alla lista dei futuri pubblicati.
Si intitolerà "Come macchie d'inchiostro", uno sci-fi, e verrà pubblicato da Sogno Edizioni proprio come fu per Il ginepro.

Questa sarà la copertina:
Come macchie d'inchiostro

Come macchie d'inchiostro doveva partecipare a un'antologia, ma non è stato preso a causa della sua brevità (la versione originale contava poco meno di 6000 battute).
Sistemato e doverosamente allungato, l'ho sottoposto alla Sogno, che lo ha scelto per la seconda serie di racconti a 0.99 euro della sua collana curata da Diego Bortolozzo.

Un paio di parole su questo ebook: l'ho scritto da incazzata. Quel giorno ero veramente furiosa con il mio capo, che è appunto il personaggio comprimario. Per cui è una storia vera, a parte la faccenda delle due lune, ben inteso ;)


“Se amate la vita, non sprecate tempo
perché è ciò di cui sono fatte le vostre vite.”

Benjamin Franklin
queenseptienna: (A-Team - Face/Hannibal)


Come molti di voi sapranno, siccome l'ho già detto in precedenza, sono attualmente in carica come curatore di Lite Editions. Ieri si è aggiunta una nuova collana, in sintesi i progetti che curo sono tre.
Nell'attesa che il sito nuovo faccia la sua comparsa il 15 novembre (il vecchio andrà down il 3 novembre), approfitto per pubblicizzare le mie collane e dare delle indicazioni su cosa cerca la casa editrice. Chiunque potrà proporsi: verranno valutati tutti i testi sottoposti e si riceverà risposta anche in caso di esito negativo.
Mi occupo personalmente di leggere, valutare, selezionare ed editare i testi pervenuti per le collane FantaErotika, GialloNero e Il velo di Holmes.
Ogni autore selezionato riceverà un contratto di pubblicazione digitale (ebook), distribuito su tutti gli store del mondo. Se sarete fortunati verrete anche tradotti.

Per tutte le collane è indispensabile sapere una cosa: Lite Editions (che col nuovo reststyling diventerà Lite Passion) accetta solo ed esclusivamente narrativa erotica. Al momento non è possibile inviare testi che di base non trattino questo argomento (si vedrà in seguito se procedere in tal senso, nel caso ne avrete notizia).

Si accettano racconti singoli, ma soprattutto serie di racconti collegate fra loro.

Di base ogni testo deve avere queste caratteristiche:
- Genere erotico (deve esserci almeno una scena di sesso. Non deve essere per forza grafica ed esplicita, ma anche allusiva e sensuale)
- Essere di MINIMO 40.000 battute spazi inclusi (questo perché gli store internazionali non accolgono con favore storie più brevi)
- Essere scritto e impaginato in questa gabbia: LINK
- Nella gabbia word i dati all'inizio devono essere compilati.
- Allegare un progetto di serie (con almeno 3 racconti) nel caso si volesse fare una serie. Non c'è limite massimo di racconti per serie, ma un minimo di 3.

Storie interessanti, ma che non raggiungano il limite di battute verranno ugualmente valutati. Nel caso verrà proposto di allungare il testo, in altri casi di pubblicarlo lo stesso come racconto gratuito.

NOTA IMPORTANTE: la genderizzazione sessuale non è criterio di scelta. Potete inviare racconti etero, gay, lesbo, ermafroditi, transex, she-male... non interessa, tutto è accettato.


FANTAEROTIKA: racconti di genere fantastico, dal fantasy (tutti i generi, compresi angeli, demoni, vampiri, urban...) alla fantascienza (sci-fi, steampunk, atompunk, etc.) al weird (bizarro fiction). Personalmente preferisco ricevere racconti di genere fantascientifico, anche perché è un genere a me più affine e praticamente assente in casa editrice, ma se volete mandare l'ennesima storia di vampiri... vi leggerò con uguale fervore.

GIALLONERO: racconti di genere giallo, noir, horror. Anche il sovrannaturale è ben accetto in questa collana. Ho pensato a lungo dove poter piazzare eventualmente un racconto che si rifacesse per esempio all'horror lovecraftiano: GialloNero è la scelta giusta.

IL VELO DI HOLMES: racconti sull'universo di Sherlock Holmes. La collana apparirà nel nuovo sito, nel frattempo trovate tutte le specifiche qui. Questo è un mio progetto, potrete contattarmi per essere aggiunti al gruppo di lavoro e mandare i testi alla mia mail personale, in ogni caso con il nuovo sito la collana sarà presente nel "submit".

I testi dovranno essere inviati DOPO IL 15 NOVEMBRE a submission@lite-editions.com (o tramite form del nuovo sito) corredati dai dati presenti nella gabbia, ovvero titolo (ed eventuale sottotitolo), autore, biografia, trama del racconto, eventuale sinossi della serie con numero episodio, tag del racconto (usate quante più tag possibili, che sono un po' come gli avvertimenti delle fanfiction), collana di riferimento. Il resto lasciatelo vuoto.

Aspetto dunque i vostri racconti, sappiate stupirmi. Dopotutto sapete cosa scrivo e cosa mi piace.

queenseptienna: (The Punisher - War Zone)

Si è tenuta in questi giorni la Milano Book Fair, la prima fiera del libro di Milano, amorevolmente soprannominata “Fiera della fuffa”, un po’ perché è organizzata da un editore a pagamento (MJM), un po’ perché la maggior parte degli editori erano a pagamento, un po’ perché sono stati listati editori NON presenti in fiera e poi anche un po’ perché alla fine è un aborto in partenza.

Come promesso il resoconto della giornata, lo trovate su SCRITTEVOLMENTE.



queenseptienna: (A-Team - Face/Hannibal)
Nel momento in cui leggete questo post sarò appena uscita dalla metro di San Donato e aggregata ad Alexia Bianchini e Monique Scisci per dirigerci tutte insieme a Milano Book Fair, la fiera internazionale del libro di Milano alla sua prima edizione.

Cos'ha di particolare questa fiera? Come ho detto nel titolo è curiosamente stata creata da un Editore A Pagamento (con le maiuscole) ovvero la MJM, di cui vi mostro una foto davanti allo stand al salone del libro di Torino del 2011 (ultimo evento che mi vede in vesto di amministratore del WD, tra le altre cose):

KillerQueen, io (con gli occhi chiusi) e Arussil. Dietro l'editore.

Tornando al Salone di Milano, la cosa che più ci ha incuriosite è il fatto che nella lista degli espositori siano stati inseriti editori NON presenti, come La Corte Edizioni, giusto per fare un esempio spicciolo.
In ogni caso stasera farò un post di aggiornamento su Scrittevolmente e lo linkerò anche qui, così vi farò sapere come è andata e cosa abbiamo trovato... poco, a mio avviso.

queenseptienna: (Hunger Games - Haymitch)
Quel buontempone dell'Ewan mi ha chiesto di dire la mia in merito a una questione sorta dopo il meme dei maestri di scrittura.
Lui ha fatto la sua riflessone QUI, con una buona dose di trolling e senza alcuna pretesa scientifica.

La domanda è: l'essere uomo o donna differenzia lo stile di scrittura o no?

La mia risposta è drammaticamente sì. Non è un caso che nel mio meme abbia inserito solo autori uomini.
La realtà è che conosco molte donne scrittrici, molte donne sono tra le mie autrici preferite (Charlotte Bronte su tutte), ma non riesco a reputare alcuna di loro "maestre di stile".

Non voglio fare la misogina, ma nel 90% dei casi si vede che a scrivere è una donna, vuoi un po' per il genere (la maggior parte scrive romance, non stiamo qui a menare il can per l'aia, su), vuoi per i contenuti (le donne tendono più ad analizzare le emozioni piuttosto che l'azione), vuoi anche per cultura: per secoli ci è stato detto che siamo inferiori agli uomini, secondo me più di una ci ha creduto.



Poi non voglio fare nemmeno la femminista, lasciamo a certe "eminenze" l'onere di esserlo, ma sono per la parità assoluta. La stessa Charlotte Bronte è, secondo me, la donna con più palle di qualunque uomo che mi sia mai capitato di leggere. Se non fosse stato un romanzo marchiato come "d'amore", Jane Eyre non sarebbe visto come un romanzetto rosa (cosa che non è assolutamente e tirerò una sprangata nelle gengive a chi osa solo pensare di venirmi a dire il contrario. Sì lo so, la diplomazia non è il mio forte). Solo che la Bronte ha uno stile troppo "antico", per essere considerata una maestra.

Quindi le donne, nello scrivere, sono inferiori agli uomini? Non ho mai detto o pensato una cosa simile, ma la differenza si vede, in particolar modo nei generi scelti e nelle loro declinazioni.

E tu dove ti poni? Nel mezzo, ovviamente. Mi capita di scrivere storie d'ammmore, ne ho scritte e forse potrei pensare di farlo in futuro, ma come analizzando ciò che scrivo mi rendo conto di quanta differenza ci sia tra me e per esempio le mie amiche.
A parità di genere infatti ho notato che io tendo a usare personaggi maschili (che siano spesso gay è ininfluente) quando loro hanno eroine belle e perfette. Se la mia protagonista è femmina (cosa che accade spesso) è piena di difetti, ma forte e badass.
Descrivendo le emozioni, le altre si dilungano su seghe mentali infinite (scusate, ma è vero), mentre io tendo a conclusioni acide e ricerca della risoluzione del problema, ma questo potrebbe essere anche imputabile alla mia scarsa capacità di dilungarmi nelle descrizioni.
Nella descrizione dell'azione "Tizio spara a Caio, Caio sopravvive sanguinante e si lancia in un monologo spezzacuori nei confronti di Tizio che lo ascolta commosso". Io sono molto più per il "Tizio spara a Caio e Caio muore. Dissanguato".

Insomma, c'è di mezzo anche una questione culturale di vedere "la storia" in sé, per cui non prendete in maniera scientifica questa mia riflessione e provate a fare lo stesso, magari facendomi un panino già che andate in cucina.


EDIT: sembre il buon Ewan mi ha fatto notare che non ho mosso un dito per pubblicare la statistica per genere dei miei libri letti quest'anno. Procediamo dunque:

Mettiamo subito in chiaro una cosa: quest'anno ho letto pochissimi libri e tantissimi fumetti, il che sfalsa un po' il tutto, ma in ogni caso...

Con il Booksclub dobbiamo leggere libri che abbiano una storia vaginale, ovvero una storia d'ammmore al suo interno: stupirà sapere che su tre hangout fatti (e uno in lavorazione) c'è parità assoluta. Infatti i primi due sono stati di due uomini (Multiversum di Patrignani e Warm Bodies di Marion). Il terzo è stato di una donna (Il bacio di mezzanotte della Harrison) e il quarto sarà anch'esso di una donna (Non morta e nubile della Davidson, che è il chick-lit che mi sta traumatizzando le attuali serate e si vede così tanto che è stato scritto da una donna che persino un cieco se ne accorgerebbe).
Ho tentato l'avventura 50 sfumature (scritto da una donna), ma è finita dopo 20 pagine.
Sto leggendo e-doll di Francesco Verso, fantascienza ed eros, uomo.
Le 120 giornate di Sodoma, Marchese de Sade, sesso e robe strane, uomo.
V.M. 18, Isabella Santacroce, sesso e robe strane, donna.
What if e Sardegna gialla di Gianluca Santini, Survival Blog, uomo.
Fortress Hotel, Alessandro Girola, Survival Blog, uomo.
Gilfriend from Hell, Germano M., Survival Blog, uomo.
Cardanica, Dario Tonani, fantascienza, uomo.
50 sbavature di Gigio, Rossella Calabrò, trolling, donna.
I racconti del dormiveglia, Deborah Luna Santarelli, gotico, donna.
Sono quello che vuoi, Enrica Aragona, drammatico, donna.
Sbramami, Claudia Porta, cannibale, donna.
Le favole degli dei, Paolo Barbieri, illustrato, uomo.
Muses, Francesco Falconi, urban fantasy, uomo.
Battle Royale, K. Takami, distopia FUFFA, uomo
Hunger Games (trilogia), Suzanne Collins, distopia, donna.
Divergent, Veronica Roth, distopia FUFFA, donna.
Il profumo, P. Sunskind, storico/meraviglia/sublime, uomo

Quindi, su 25 libri che ho letto fino ad adesso quest'anno (senza contare ciò che leggerò da qui a capodanno), 13 sono stati scritti da uomini e 12 da donne.
Oserei dure una parità quasi perfetta.

Più una valanga di fumetti che, a parte lo yaoi scritto da donne, il 99% è stato sceneggiato da uomini.



queenseptienna: (BSG - Donnie Donowitz mazza da baseball)
Ne hanno già parlato due inferni, Hell e Helldoom, e noi di Scritty ne abbiamo chiacchierato nel nostro nuovo gruppo di discussione, ma ritengo di voler approfondire maggiormente l'argomento qui sul mio blog.

Voglio fare l'unione di due curiosi post apparsi in rete in questi giorni: Liberos e I book blogger rovinano la letteratura (articolo di Finzioni che riporta le parole di Peter Stothard), entrambi articoli che mi hanno fatto sgranare gli occhi dalla perplessità.

Partiamo dal post della Murgia con un botta e risposta applicato a me e alla realtà editoriale con cui mi trovo a che fare (sia come scrittrice, sia come "operatore del sistema").


1) Gli autori che contribuiscono alla bibliodiversità con queste produzioni fragili sono benemeriti e possono iscriversi a Lìberos senza la minima restrizione, sia che si siano auto-prodotti, sia che abbiano pagato un editore per farlo al loro posto.

Prego? A prescindere dall'affermazione sugli autopubblicati, ma quella sugli editori a pagamento? Stiamo mettendo sullo stesso piano autori che PAGANO UN EDITORE (o un tipografo, eh) per pubblicare a gente che fa da sé, probabilmente senza sborsare un centesimo? No, davvero no.


2) i percorsi di pubblicazione ordinari sono presenti e numerosi sia sull'isola che fuori. Chi si auto-pubblica però questo lo sa benissimo, perché spesso arriva alla decisione del self publishing proprio perché l'editoria intermediata ha rifiutato di pubblicare la sua opera.

Ho questa vaga, vaghissima idea che si stia facendo di tutta l'erba un fascio. In alcuni casi è purtroppo così, molti autori rifiutati da editori tradizionali hanno ripiegato sul self publishing, MA NON E' COSI' PER TUTTI.
Personalmente la mia prima opera è stata autopubblicata (Automatismo Meccanico). In realtà non l'ho mai mandato a nessun editore. L'ho autopubblicato perché quel giorno mi andava di farlo, perché la ritenevo un'opera troppo breve e immatura per il mercato editoriale (e facevo questi ragionamenti quando la mia presenza al WD era ancora aleatoria, pls) e miravo per lo più a farmi leggere, cosa che è avvenuta con successo al punto che il mini romanzo vedrà una potente revisione per diventare un romanzo a tutti gli effetti che verrà poi ripubblicato con un editore che lo ha letto.


3) lo scrittore indipendente in realtà mira a essere pubblicato dall’editoria tradizionale.

Come nella risposta sopra: anche no. Poi il fatto che ci siano stati editori che hanno creduto nel mio lavoro e altri che continuano a farlo, è solo una dimostrazione di quanto l'affermazione sia sbagliata.


4) Auto-pubblicatisi in nome della filosofia dell'individualità, non hanno poi alcuna remora a rivolgersi alla comunità editoriale (librai, bibliotecari, giornalisti culturali, altri autori, reti di lettori) per promuoversi.

Capito autopubblicati? Statevene nel vostro ghetto a Varsavia.


5) Il lettore di un autore indipendente non è tutelato nell'acquisto e nella qualità dell’opera che si appresta a leggere, in quanto il testo non è stato giudicato a priori dagli esperti del settore

Che notoriamente sono dei geGNi e pubblicano invece una marea di libri di merda, in particolare nella young adult e nell'urban fantasy (o fuffa come 50 sfumature di grigio) che invece sono di indubbia qualità.


6) lo scrittore indipendente non avrà mai la necessaria competenza per pubblicare un testo che sia all’altezza di quello di una casa editrice.

Quindi in automatico lo scrittore è una capra ignorante e analfabeta che non è nemmeno in grado di scrivere. Fate uscire i libri direttamente con il nome dell'editor al posto di quello dell'autore allora, già che ci siamo.


Dopo questa marea di fuffologia applicata con lode, passiamo a Peter Stothard e alla sua convinzione che i booksblog siano la rovina della società e causa dell'imminente fine del mondo: In un'intervista per il Guardian, il giornalista ha detto infatti che il proliferare dei book blogger dannaggia la critica seria e la letteratura stessa.

Leggendo poi il post di Finzioni, che riporta nella lingua di Dante le parole di Sir Peter, si scoprono poi le convinzioni di questo signore, per la quale i booksblog stanno scavalcando i meccanismi della critica tradizionale, rubando così lavoro ai veri esperti e bla bla bla.

Scovate le differenze fra i due articoli, poi aggiungeteci l'Annunziata che su l'Hufflington Post Italia afferma che i blogger non vanno pagati perché "esprimono opinioni e non riportano fatti come i giornalisti" e avrete così un bel resoconto della gente a cui siamo in mano.

Buona giornata e mi raccomando, tutti a pecora.

queenseptienna: (GD Tré OMG)
E' stato un momento shockante quello di ieri sera. Già nel pomeriggio sono venuta a sapere che il mio ebook "Il ginepro" era entrato nella top 100 degli ebook più venduti sulla sezione horror del Kindle Store. (Lo trovate QUI)
Ieri sera, intorno alle 21 (credo si sia capito dall'isterismo che ho avuto su Facebook e Twitter) ho appreso 3 cose:
  1. Il ginepro è al 9° posto della sezione horror del Kindle Store
  2. Il ginepro è al 21° posto della sezione generale "Libri horror"
  3. Il ginepro è al 2° posto tra le novità più interessanti in Horror.
Io sono traumatizzata.
Ho persino fatto gli screen perché davvero, io NCLPF.

Screen 1 http://a1.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/324146_4116722450164_1064815636_o.jpg

Screen 2 http://a3.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash3/560549_4116765251234_923557515_n.jpg

io muoio.

queenseptienna: (The Punisher - War Zone)
Scrivo sul mio blog personale e non su Scrittevolmente, che poi mi accusano di fare le marchette agli amyketti e non sia mai.

Sono diversi giorni che si arla di questa faccenda e ora spendo anche io i miei two cents in merito.

Allora, tutto per me nasce su Lega Nerd su questo articolo. Vengo così a conoscenza del progetto The Survival Diares, di cui - sinceramente parlando - non ho mai sentito parlare prima.
Ma cos'è esattamente questo TSD?

Prendi una manciata di scrittori pulp, aggiungi una trentina d’anni di passione per il cinema horror, farcisci con abbondante nerditudine e lancia il tutto nella rete. Falli parlare di zombie, di apocalisse, di giorno del giudizio. Ambientalo in Italia, a casa nostra, fallo diventare reale. Parla delle nostre città, del nostro territorio, metti gli scrittori nelle condizioni di poter parlare di loro stessi, in prima persona, niente personaggi fittizi, niente sovrastrutture. Lasciali svegli notte dopo notte, ad immaginare un mondo infettato, putrido, morente, nel quale la sopravvivenza del più forte e del più furbo è l’unica vera religione rimasta.
Fai tutto questo e ti ritroverai con un blog visitato da centinaia di persone al giorno, un progetto che finisce sui giornali, alla radio, in formato ebook. Il suo nome è The Survival Diaries.

Lo stile di scrittura è volutamente accelerato e approssimativo. Emozionante e concitato. I personaggi, proprio perché reali, trasmettono empatia, e proprio grazie alla verosimiglianza del progetto, se ne ricava un’analisi sociale, quasi antropologica, della società moderna.
L’ebook è farcito di citazioni. Star Wars, Alien, Tremors, Transformers, giochi di ruolo, mmporg, videogiochi quali World of Warcratf, Wolfenstein, e via dicendo. Il giocatore, il nerd, l’hipster, finalmente si trova faccia a faccia con la vera lotta, cercando di far funzionare armi, pianificare strategie, consolandosi col porno giapponese.
L’impronta dell’intero blog, come potrete vedere, è cinematografica. E’ senza dubbio un omaggio a George Romero, immenso padre spirituale del genere zombie, ma anche un’occasione per fondere letteratura e cinema in un gigantesco ingranaggio creativo. L’idea è di poter trattare un blog come una serie tv che si sviluppa in stagioni, mantenendo una solida trama orizzontale ma riuscendo comunque a creare un’infinita rete di avventure secondarie. Cast, locandine, retroscena, ogni componente passa attraverso il filtro di una pellicola e diventa immaginazione di celluloide.



Leggo il post su LN, penso "ok, figo", poi mi viene in mente che in passato avevo visto qualcosa del genere e infatti non mi sbagliavo.
Con ben due anni d'anticipo, il Survival Blog di [livejournal.com profile] mcnab75 ha rivoluzionato il modo di bloggare italiano, con l'ausilio della narrativa e di una "Pandemia Gialla".

Quello che ha sconcertato numerosi di noi blogger è stato proprio il plagio, a partire dal nome fino ad arrivare all'impostazione stilistica, la grafica, il taglio dei post in stile blog... tutta roba già vista con il SB. Le scuse addotte da quelli di TSD sono state diverse e risibili, vi lascio gli approfondimenti nei link dei miei "colleghi" in merito.
Quello che a me fa incazzare come una faina è il fatto che non solo è stato copiato l'intera sistema del Survival Blog (che per sua stessa natura è aperto, condivisibile...  un po' come wikipedia, usalo come vuoi, MA CITA LA FOTTUTA FONTE), ma il fatto che The Survival Diares è a pagamento.
Ecco cosa mi fa incazzare. Prendere una cosa già esistente e gratis, rimaneggiarla e propinarla a 4 euro a copia (di un ebook). Con contenuti di qualità così altalenante che se fossi l'editore che li pubblica proverei imbarazzo e mi scuserei con i lettori.

E infine la paternale: cosa costa citare da qualche parte il SB? Siamo nel 2012, a differenza di qualche anno fa dove internet qui da noi era una pietra tombale, si sarebbe facilmente risalito a un progetto pre-esistente dello stesso esatto tipo (e non vale dire che quelli di TSD sono zombie mentre quelli di SB infetti). Mi ripeto: cosa costa smettere di dire di aver inventato qualcosa di nuovo e mega galattico quando non è vero?

Conclusione finale: cosa c'è poi di male a dire di essersi ispirati a qualcuno? Io ce l'ho un autore a cui devo tutta la mia produzione da gennaio a oggi. Si chiama Garth Ennis ed è uno sceneggiatore di fumetti Marvel/DC/Vertigo. Non smetterò mai di citarlo abbastanza per ringraziarlo delle cose che ci propina.
E poi, giusto per fanculizzare questa moda del non parlarne a nessuno perché altrimenti di ciulano le idee: io e Alexia stiamo scrivendo Zombie Press, storia tragicomica di due scrittrici in una Milano non-morta. Ha davvero poco a che fare con il Survival Blog, ma alla fine un ringraziamento glielo metto lo stesso, perché sì.

EDIT: ho raccolto tutto il materiale possibile sull'argomento in uno STORIFY

EDIT2: il mio post è stato linkato sulla pagina facebook di The Survival Diares, ma è stato cancellato a colpi di censura. Chapeau.

Banco informazioni:

post di Mr. Giobblin
post di Nocturnia
post di Alex
post di Hell
post di Mana
post di Gianluca
post di Narratore
queenseptienna: (The Walking Dead - Rick - Pugno)
Post originariamente pubblicato per House of Books.


C’erano una volta i concorsi letterari. Quelli a cui inviavi il tuo racconto e venivi selezionato/scartato in base alle effettive capacità con cui scrivi un racconto.


Ora la nuova frontiera è la community dove si vince a forza di like, in base a quanti amici si ha e – udite udite – dovete pagare per inserire il vostro brano.


Stiamo parlando di Talent Zone, community di Lettere Animate che, non felice di dare 1 euro per ogni libro venduto a un noto portale anti-eap ora POD (CIT.) (si noti che al momento in cui scrivo di questa vecchia news non si trova più traccia, grazie a Cthulhu), ha aperto questa community che lascia un po’ l’amaro in bocca.

Leggiamo il regolamento:

Cos’è Talent Zone?

Talent Zone è un nuovo portale italiano dedicato alla scrittura nel quale sarà possibile condividere i propri scritti, essere votati e vincere premi.

Chi può partecipare?

Chiunque voglia, basta registrarsi.

È a pagamento?

L’iscrizione non è a pagamento, ogni condivisione ha un costo di € o,40 meno del prezzo di un caffé per poter partecipare a Talento Zone e vincere premi!!

Come faccio a condividere ?

Nulla di più semplice. Una volta effettuata la registrazione puoi acquistare un pack o condividere il single post andando nel “MENU UTENTE” – “INVIA CONTENUTI” compilare il form con Titolo – Categoria – Breve descrizione – Data di pubblicazione e inserendo l’allegato con il tuo testo, finalizzare il tutto cliccando su INVIA!! Il gioco è fatto!

Ok, ho condiviso e ora ?

Ottimo, adesso il pubblico può votare la tua opera e farti entrare in classifica. Il meccanismo di votazione ( così come la classifica ) usa la formula classica delle classifiche discografiche e cinematografiche, per cui anche l’ultimo arrivato può entrare subito in classifica! Condividi e fatti votare.

Che si vince?

Ogni mese (il primo giorno di ogni mese) si decreterà il vincitore del mese precedente. Chi sarà primo potrà vincere premi in denaro, oggetti, gadget e contratti di pubblicazione. Ogni mese verrà proposto il premio.

Le miei condivisioni saranno per sempre disponibili?

No, per avere un discreto riciclo e dare spazio a tutti le condivisioni avranno una durata di 3 mesi dalla data di inserimento indicata al momento della condivisione.

Fatemi capire: debbo pagare 40 centesimi (meno di un caffé? A me il caffé fa schifo per inciso e quei 40 centesimi sono un terzo di biglietto della metropolitana di Milano o Torino, quindi NO, non sono pochi) per un testo che dopo tre mesi verrà cancellato e potrà vincere solo in base a quanti amici ho a votarmi (presumo che chiunque abbia partecipato almeno una volta nella vita a cose del genere, sia per via diretta, che per via indiretta sentendosi pregare per avere un voto. A me è successo. Più volte. Lo trovo odioso.).

Che non mi si venga a portare la solita scusa del “40 cent sono un prezzo irrisorio, abbiamo le spese del sito da mantenere”. Balle, un dominio .eu costa circa 5 euro all’anno e un host meno di 16.

Ok, mettiamo che io abbia scritto un testo veramente valevole, ma ho pochi amici a cui farlo votare o più semplicemente mi dà fastidio importunare la gente chiamandola alle due di notte per avere un like (anche questo mi è successo). Cosa succede? Che il mio testo non vincerà MAI e poi MAI, perchè non è scelto da personale competente, ma in base a quello che si chiama amykettismo.
Il tutto per vincere un glorioso premio: non la pubblicazione, non una raccolta antologia, ma... *rullo di tamburi* ...50 euro.

Poi vogliamo parlare della massa di refusi presenti nel regolamento? Ne vogliamo parlare? No, non ne parliamo, che mi pesa il culo.

Una caduta di stile per una casa editrice che si è sempre distinta nel panorama italiano con degli eccellenti prodotti.

At work

Jun. 12th, 2012 09:00 am
queenseptienna: (Thermae Romae - Lucio)
Sto lavorando a un nuovo progetto della GDS Edizioni per una copertina di genere fantasy. Mi è uscita fuori questa cosa qui, mi sento soddisfatta dai.

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