queenseptienna: (One Punch Man)
2016-09-08 08:00 am
Entry tags:

Recensione - Ms. Marvel, Vol. 1: Fuori Dalla Norma by G. Willow Wilson

Titolo: Ms. Marvel, Vol. 1: Fuori Dalla Norma
Autore: G. Willow Wilson, autori vari
Genere: fumetto Marvel

Kamala Khan era una normale ragazza di Jersey City, prima di ricevere improvvisamente dei doni straordinari. Ma chi è davvero la nuova Miss Marvel? Un'adolescente? Una musulmana? Un'Inumana? La verità verrà a galla, travolgendo l'intero Universo Marvel! Kamala scopre quanto possano essere pericolosi i suoi nuovi poteri e cerca anche di capire se è ora di fare parte di qualcosa di più grande. Tutto questo, cercando di non fare arrabbiare troppo i suoi genitori. Ma sarà in grado di sfruttare queste nuove abilità o il peso dell'eredità di Miss Marvel si rivelerà troppo gravoso? Kamala Khan non ne ha idea, ma non ha intenzione di tirarsi indietro! II fumetto che sta facendo la storia, dall'acclamata scrittrice G. Willow Wilson (Cairo, Air) e dal disegnatore Adrian Alphona (Runaways). Contiene Ms. Marvel #1-5 e materiale da All-New Marvel NOW! Point One #1.

Read more... )


queenseptienna: (mShenko)
2016-09-01 08:00 am
Entry tags:

Recensione - The Lion and the Crow by Eli Easton

Titolo: The Lion and the Crow
Autore: Eli Easton
Genere: M/M, storico

In medieval England, duty is everything, personal honor is more valued than life itself, and homosexuality is not tolerated by the church or society.

Sir Christian Brandon was raised in a household where he was hated for his unusual beauty and for his parentage. Being smaller than his six brutish half-brothers, he learned to survive by using his wits and his gift for strategy, earning him the nickname the Crow.

Sir William Corbett, a large and fierce warrior known as the Lion, has pushed his unnatural desires down all his life. He’s determined to live up to his own ideal of a gallant knight. When he takes up a quest to rescue his sister from her abusive lord of a husband, he’s forced to enlist the help of Sir Christian. It’s a partnership that will test every strand of his moral fiber, and, eventually, his understanding of the meaning of duty, honor, and love.

Read more... )


queenseptienna: (mShenko)
2016-08-29 10:00 am
Entry tags:

Recensione - Making it Personal by K.C. Wells

Titolo: Making it Personal
Autore: K.C. Wells
Genere: M/M

(Personal #1)

Blake Davis is in the closet. And he’s going to stay that way. Because if his father finds out he’s gay, Blake could lose everything he’s worked so hard to achieve during the last six years as CEO of Trinity Publishing, the fastest rising star in the publishing firmament. Not that coming out wouldn’t solve a couple of problems. Maybe then his father would stop trying to set him up with yet another empty-headed, social-climbing girlfriend. And better still, Blake could stop using that escort agency when he wants a night of hot sex with a cute guy…

Will Parkinson has had a tough life so far, but he’s back on his feet. Okay, so he’s working as an escort – with ‘benefits’– to pay off his student loans, but that does have its advantages, such as the really hot guy who hired him. Yeah, Blake rocked his world last night – several times. So imagine how Will feels when he arrives to be interviewed for his dream job as PA in a publishing company, and the guy who’s hiring is….. Blake.

And then things get really complicated….


Read more... )


queenseptienna: (The Hateful Eight)
2016-08-22 10:00 am
Entry tags:

Recensione - Cuore infranto by Cate Ashwood

Titolo: Cuore infranto
Autore: Cate Ashwood
Genere: M/M

Serie Hope Cove, Libro 1

Oliver Parrish è solo al mondo da quando è nato. Quando lo sceriffo Owen ‘Mack’ Macklin si presenta sui gradini di casa sua per dargli la notizia che sua sorella è morta, rimane sconvolto. Decide comunque di andare a Hope Cove, nel Maine, sperando di imparare a conoscere quella sorella che non ha mai saputo di avere. Mentre cerca di incastrare questi nuovi elementi nella sua vita solitaria, non è certo che si adatteranno perfettamente.

La sua vita viene scombussolata ancora di più quando s’innamora dell’irresistibile cittadina di Hope Cove e di Mack, l’ugualmente irresistibile sceriffo. Ma quando riceve la devastante notizia delle vere cause della morte della sorella, Oliver non sa se rimanere a combattere per l’amore e una vita piacevole, o limitare i danni e fuggire.

Read more... )
queenseptienna: (mShenko)
2016-08-15 10:00 am
Entry tags:

Recensione - Occhi di ghiaccio by Susan Moretto

Titolo: Occhi di ghiaccio
Autore: Susan Moretto
Genere: M/M romance

Quando Jess si ritrova sul set del film Occhi di Ghiaccio, crede di avere davanti l’opportunità della vita: il suo romanzo più famoso approda al cinema catapultandolo nell’Olimpo degli scrittori.
Ciò che non si aspetta, però, sono le attenzioni di Adam, l’attore protagonista del film, affetto dal peggior caso di colpo di fulmine mai visto.
Nonostante tenti di rifiutare l’attore e ciò che inizia a sentire per lui, Jess si rende conto di non potersi opporre all’attrazione che prova, e soprattutto ai sentimenti, e si arrende ad Adam.
Ma riuscirà a sopportare di dichiararsi, non ad Adam, ma al mondo intero? Riuscirà ad accettare se stesso e a farsi accettare dagli altri?

Read more... )

queenseptienna: (Kurt Russell)
2016-08-08 10:00 am
Entry tags:

Recensione - La ragazza che sapeva troppo by M.R. Carey

Titolo: La ragazza che sapeva troppo
Autore: M.R. Carey
Genere: zombie, post-apocalittico

Melanie, dieci anni e un quoziente intellettivo altissimo, ogni mattina aspetta paziente nella stanza dove vive chiusa a chiave che la vengano a prendere per portarla a fare lezione.
Ma non è una gita di piacere, gli incaricati la legano a una sedia a rotelle mentre il sergente Parks la tiene di mira con una pistola carica. In classe ci sono altri ragazzini, legati come lei a una sedia e incapaci di liberarsi in attesa di essere sottoposti ai test medici della dottoressa Caroline Caldwell, che sta disperatamente cercando una cura all’epidemia. Fuori da lì il pianeta, infatti, a causa di un virus sconosciuto, ha visto la trasformazione della maggior parte delle persone in esseri senza coscienza che si nutrono di carne umana. Melanie è la prossima detenuta destinata alla dissezione, nonostante la sua insegnante si sia opposta con tutte le forze a questa pratica atroce, nella speranza di salvarla. E proprio quando tutto sembra davvero perduto, Melanie riuscirà a fuggire. La ragazzina diventerà il nuovo leader della rivolta? E il genere umano sopravviverà?


Read more... )

queenseptienna: (Nux)
2016-08-01 10:00 am
Entry tags:

Recensione - La strada by Cormac McCarthy

Titolo: La strada
Autore: Cormac McCarthy
Genere: post-apocalittico

Un uomo e un bambino viaggiano attraverso le rovine di un mondo ridotto a cenere in direzione dell'oceano, dove forse i raggi raffreddati di un sole ormai livido cederanno un po' di tepore e qualche barlume di vita.

Trascinano con sé sulla strada tutto ciò che nel nuovo equilibrio delle cose ha ancora valore: un carrello del supermercato con quel po' di cibo che riescono a rimediare, un telo di plastica per ripararsi dalla pioggia gelida e una pistola con cui difendersi dalle bande di predoni che battono le strade decisi a sopravvivere a ogni costo.

E poi il bene più prezioso: se stessi e il loro reciproco amore.


Lo so, non recensisco più libri da una vita e la verità è che Scrittevolmente mi aveva letteralmente prosciugato la voglia di leggere (oltre a quella di vivere). Da qualche tempo, in seguito alla sua chiusura, ho ricominciato finalmente a gettarmi sulla narrativa, in particolar modo su questo titolo di McCarthy che mi era stato caldamente consigliato dal mio amiketto Ewan.

Read more... )


queenseptienna: (Jonh Doe)
2016-05-18 10:00 am
Entry tags:

Breve recensione - Invincible Iron Man - N° 1


Finalmente è finita quella boiata di Secret Wars. No, veramente, non ne potevo più, non ci capivo niente, l'ho trovata stupida e a parte la miniserie dei Carol's Corps (che recensirò forse in futuro) e 1602 non si salvava nulla. Per fortuna erano solo 9 numeri per testata.
Quindi la brava Marvel cosa fa? Esatto, UN NUOVO REBOOT! Di questa nuova serie ho deciso di comprare esclusivamente quella dedicata a Iron Man, vuoi perché non l'avevo mai fatto, vuoi perché ne ho le palle piene degli Avengers. In Ultimate Tony Stark era sbroccato, ma ora è sano come un pesce e ci presenta niente meno che una nuova armatura (una fusione di tutte le precedenti, in grado di cambiare forma a seconda del bisogno), quella che vedete nell'immagine di copertina.
Il nemico di questa serie è Madam Masque per adesso, visto che Victor Von Doom aka il Dottor Destino pare non solo sembrare "buono", ma ha anche recuperato la faccia. Nel prossimo numero, l'anteprima paventa l'arrivo di Mary Jane, lasciando intendere un crossover con L'Uomo Ragno (la cui testata ora si chiama "Spidey". Non ho avuto il coraggio).
Nel complesso il primo numero si fa volere bene, anche perché è scritto da Brian Michale Bendis, geniale autore incaricato di ricostruire la reputazione ormai devastata del nostro filantropo-milionario-playboy-eroe preferito (e dopo tutti i casini creati negli anni passati posso capire). I disegni di David Marquez... beh... leggetelo, fidatevi.


queenseptienna: (Kurt Russell)
2016-05-17 10:00 am
Entry tags:

Breve recensione - Outcast - Il reietto - n° 8


Seguo Outcast, la nuova fatica di Robert Kirkman (già autore di bella roba tipo The Walkin Dead, Invincible, Brit) e Paul Azaceta, si da quando è uscita in edicola. Esattamente come Orfani, lo seguo per sindrome di Stoccolma e non per altro. Questo fumetto ha un buon potenziale, una storia potenzialmente interessante, ma LENTA. E CORTA.
A differenza di The Walking Dead che, nonostante gli alti e bassi da un numero all'altro, riesce quasi sempre a lasciare il lettore appeso all'amo per sapere cosa accadrà nel numero successivo, Outcast non ci riesce. La storia di Kyle e del Reverendo non svela nulla, rimane criptico e non aggiunge dettagli.
Il numero 8 vede già avvenuti gli eventi in cui la sorella di Kyle viene posseduta e aggredisce il marito. Il buon Reverendo è finito in galera per aver preso a pugni il nuovo arrivato della città, quello che IO suppongo essere il Diavolo o quanto meno un suo araldo.
Viene ripetuto fino alla nausea che Kyle è un reietto, lo vediamo discutere con Mr.. Satana e... finalmente viene rivelato qualcosa di degno di questo nome. Uno scontro verbale tra lo stesso Kyle e l'ex moglie ci portano immediatamente alla fine del volume, facendomi imprecare come poche cose al mondo.
I disegni di Azaceta mi piacciono molto, il suo stile noir ben si adatta alla storia di possessioni ed esorcismi, ma i toni di grigio sono sempre troppo scuri (colpa in parte della carta da culo sulla quale il fumetto è stampato) e talvolta si fa veramente fatica a leggere le vignette.
Questo fumetto ha il terribile difetto di farmi infuriare talmente finisce in fretta e mi stupisce come possano averci già tirato fuori una serie tv (esclusiva a Giugno per FOX, von Patrick Fugit nei panni del protagonista).
queenseptienna: (Nux)
2016-03-02 10:00 am
Entry tags:

Lo chiamavano Jeeg Robot - Una recensione onesta

Giorni fa ho esordito su Facebook con:
se non lo guardate siete tutti un branco di stronzi, ecco.
Invece di starvi a lagnare di quanto è brutto il cinema italiano, quando esce una PERLA come questo film non ve lo calcolate di pezza.
Vi meritate solo film brutti.






A distanza di qualche giorno la mia prima impressione non cambia. Il Mainetti ha tirato fuori un piccolo gioiello cinematografico, un'opera che ha segnato finalmente la meta: noi italiani possiamo fare film belli, di genere e senza caciottari alla cinepanettone.
L'ambientazione romana di Tor Bella Monaca è uno sfondo quasi noir nelle vicende di Enzo Ceccotti (il protagonista, interpretato dal bravo Claudio Santamaria), Alessia (Ilenia Pastorelli) e Fabio Cannizzato detto "Lo Zingaro" (un sublime Luca Marinelli).



La prima cosa di cui veniamo a conoscenza, è di non fare mai il bagno nel Tevere, perché se poi metti un piede in una tanica di scorie nucleari sono cazzi amari. O muori, o ne esci come Enzo: con una super forza e un potere di rigenerazione che Wolverine se lo sogna.
Ma Enzo non è un eroe. E' un piccolo criminale, un uomo "normale", che appena si rende conto dei suoi poteri fa la prima cosa sensata che, siamo sinceri, chiunque di noi farebbe: scardina un bancomat. Da qui si dipana la sua storia con Alessia, una ragazza completamente fuori di testa, abusata dal padre e rinchiusa nel suo mondo fatto di Jeeg Robot. Una ragazza buona che fa emergere il lato "buono" di Enzo, se così lo vogliamo chiamare.


Ma per ogni storia di super eroi, c'è un cattivo: lo Zingaro. Alcuni lo hanno paragonato al Joker nostrano. Sono concorde solo in parte, in quanto non è la follia e il puro caos a muovere la cattiveria dello Zingaro, quanto una sensazione che accomuna molti di noi: l'idea di non essere nessuno, di essere un fallito, quindi di voler lasciare un segno nel mondo. L'interpretazione di Marinelli poi ricorda molto Buffalo Bill de Il silenzio degli innocenti, al quale si è ispirato.
Lo Zingaro ed Enzo si incrociano più volte in una spirale crescente che li porta ad affrontarsi, finalmente ad armi pari, in un finale con i botti. Letteralmente.

La regia è ottima. Gli attori sono eccellenti. La storia è bella. Gli effetti speciali non vengono lesinati. Le citazioni ci sono.
Ci sono dei momenti forse troppo lenti che si sarebbero potuti tagliare, ma vengono compensati dalle tre scene madri del personaggio di Alessia, che letteralmente ti strappa via il cuore.

Non guardare questo film perché "è italiano" è un insulto all'intelligenza, quindi fate un favore a voi stessi: andate al cinema.


queenseptienna: (The Punisher - War Zone)
2016-03-01 02:56 pm
Entry tags:

Deadpool - Una recensione... come mi chiamo?



Ammetto abbastanza candidamente di non essermi mai interessata al personaggio di Deadpool (di cui conoscevo fin troppo bene l'esistenza, solo, non mi interessava) fino a un anno fa, quando ho trovato in edicola alcuni fumetti autoconclusivi che me lo hanno fatto piacere abbastanza.
L'antieroe canadese non è troppo il mio genere, ho sempre preferito Punisher. Inoltre la sua rappresentazione data da Ryan Reynolds in Origins (Wolverine o X-Men adesso non ricordo, tanto sono tutti da dare alle fiamme senza pietà alcuna) era classificabile tra lo scarso e il disabile. Niente di cui mantenere memoria. Il buon Ryan poi ci ha riprovato in un Lanterna Verde senza troppe pretese, ma godibile, quindi per me era ok. Non mi ci sarei stracciata le vesti, insomma.
Sicuramente vi ricorderete il leak del footage di Deadpool qualche tempo addietro... ecco, quello aveva acceso il mio interesse. Ero onestamente curiosa.
Quindi sono andata al cinema senza alcuna aspettativa. Non mi sono documentata prima sul personaggio, né onestamente l'ho fatto dopo essere uscita.  Il che è stato un bene, perché mi sono molto divertita. Ryan Reynolds ha fatto un lavoro eccellente, ha dimostrato di riuscire in un ruolo che molti altri avrebbero sbagliato in pieno. C'è tanta ironia, ma soprattutto autoironia, come la citazione al costume di Lanterna Verde e la battuta "beh, c'è stato un tempo in cui stavo effettivamente peggio" mentre mostra l'action figure di Deadpool in Origins. La quarta parete viene sfondata regolarmente (perché ricordiamo che Deadpool è uno dei pochi personaggi Marvel a essere consapevole di essere un fumetto), il tutto in maniera divertente e capace.
Un interessante cattivo è rappresentato da Ajax/Francis, che però è stato doppiato in italiano letteralmente da un cane. Colosso è stato realizzato interamente in digitale e viene usato per lo più come spalla comica, mentre vedo un interessante futuro per Testata Mutante Negasonica.
Questo film non è un capolavoro. Ha i suoi alti e bassi, ma è DIVERTENTE. Davvero tanto, in modo sguaiato alle volte, ma resta un film molto riuscito per il suo genere.
Se vi piace Deadpool, non delude le aspettative.

queenseptienna: (Jonh Doe)
2016-02-14 12:40 am
Entry tags:

Ho letto l'ultimo numero di Orfani e non mi ricordo niente (cit.)



Questa è una cosa che non avrei mai pensato di dire, ma ci sono un paio di cose che devo confessare prima di procedere a spiegare perché la serie di Orfani mi ha rotto il cazzo.
In generale mi è sempre piaciuto (l'ho sempre detto che di Recchioni leggerei pure la lista della spesa). Nonostante i troppi ammiccamenti a videogiochi, libri di fantascienza famosi e film, ho trovato la prima stagione eccellente. In uno stile davvero anni 90, ma comunque mi è piaciuta tanto e il finale di stagione mi ha sorpresa.
Con Ringo, titolo della seconda stagione, la serie ha iniziato a puzzare di pesce. 12 numeri in stile "La lunga marcia" (il primo però era davvero "infuocato") che fino al numero 9 si ripetevano sempre uguali (da qui è nata tra i miei amici la scherzosa definizione sul fatto che ormai leggessi Ringo per pura sindrome da Stoccolma), ovvero i tre mocciosi che si mettevano nei guai e paparino Ringo che correva a salvarli prendendosi una bella dose di mazzate. Però Ringo ha giocato tutto sul finale, con una serie di morti e scelte di sceneggiatura veramente efficaci.
La terza stagione, Nuovo mondo, è il motivo per il quale ho deciso di chiudere da qui all'eternità con questa serie e lo dico a malincuore. Rosa, l'unica sopravvissuta della covata, riesce in qualche modo a raggiungere il nuovo pianeta colonia e qui iniziano le sue nuove sventure fatte sostanzialente di "corri, Rosa, corri!" in una foresta aliena accompagnata da una lattina volante che mi ha fatto venire un attimo di nostalgia. Il problema è che Rosa è incinta. Tipo al settimo mese se non di più. Ha una pancia che deve trasportarla su una carriola, invece, in quanto (presunta) figlia di Ringo, non solo corre, salta e si arrampica come una scimmia, ma trasporta a spalla persone svenute e combatte contro mostri enormi pronti a mangiarsi lei e i suoi improvvisati compagni di viaggio.
Ora.
Mi rendo conto che in Bonelli il modello di eroina femminile è Giulia, ci sono quattro o cinque sceneggiatori che dal loro modo di scrivere posso dire con certezza che una donna vera non l'hanno nemmeno mai vista, ma una donna incinta al settimo mese non salta, non corre, non si arrampica e soprattutto non incassa con nonchalance codate di drago sul rimorchio anteriorie. Perché ci sono solo due cose che mi vengono in mente possano succedere e in entrambi c'è la morte di qualcuno.
Ma posso ancora fare finta di tenere accesa la mia sospensione dell'incredulità, dopotutto alla Marvel si sono inventati quella cagata immane di Spider Woman incinta. E poi ci lamentiamo di Manara?
L'ultimo numero che è uscito, Benvenuto nella giungla, è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Era successo anche a [livejournal.com profile] ewan_j con il romanzo di un altro autore Bonelli, ora è accaduto anche a me: ho letto Orfani e non mi ricordo niente.
Nulla.
Niet.
Nada.
Una tabula rasa che è avvenuta senza pietà nella mia testa nello stesso istante in cui ho chiuso il volume. Non ho idea di chi fosse lo sfigato protagonista di turno o se Rosa sia un passo dalle doglie perché non me lo ricordo. E questo, in storytelling, si chiama in un solo modo: fallimento. Mi sembra un ottimo motivo per risparmiare 4,50 euro al mese e spenderli in Morgan Lost che non solo è scritto meglio (parliamo di Chiaverotti, mica l'ultimo dei baluba), ma costa pure di meno.


P.S. anche su Dylan Dog mi è successa la stessa cosa, ma come un'idiota continuo a comprarlo nella speranza che i famosi "cambiamenti" paventati dal suo curatore si palesino.
Non lo stanno facendo.


queenseptienna: (One Punch Man)
2016-02-01 10:07 pm
Entry tags:

RECENSIONE - Museum di Ryousuke Tomoe

E' una vita che non faccio più recensioni, di manga poi. E' anche una vita che non leggo manga.
No, non è quella volta che vi parlerò di One-Punch Man (che ho visto e di cui sono rimasta fulminata sulla via di Damasco), bensì oggi vi parlerò di una pregevole opera dal titolo Museum, di Ryousuke Tomoe.


Per prima cosa partiamo dal formato: uscito di recente per i tipi della J-Pop in un cofanetto di pregio di tre volumi (serie conclusa), si tratta di un thriller urbano dai tratti horror che contiene anche due storie brevi (una thriller e l'altra creepypasta) sempre dello stesso autore.
Una cosa che mi ha convinta a comprarlo (oltre al fatto che mi è stato parlato MOLTO bene di questo manga) è stato anche lo stile di disegno: lontano dai tratti tipici del manga, questo fumetto si rivolge a un pubblico adulto e adulto è anche il disegno, molto realistico.


Hisashi Sawamura è un giovane poliziotto appena rimasto solo dopo l'abbandono da parte della moglie e del figlio. Si ritrova a indagare su due efferati omicidi che si compiono nel giro di breve tempo, con metodi completamente diversi e solo un foglio scritto a collegarli.
Mano a mano che i crimini salgono, Hisashi si ritrova in una posizione compromettente che mette a repentaglio la sua vita e quella di chi gli sta intorno.

Ryousuke Tomoe ha un senso della storia e della sceneggiatura che si avvicina moltissimo non tanto al fumetto quanto alla novelizzazione americana. I tagli, le scene, le scelte grafiche... sono tutte cose che ricordano più un libro di Stephen King, piuttosto che un manga (che ha dei tempi di riavvolgimento che tutti conosciamo).
La storia prende immediatamente: è realistica (soprattutto nella normalità dell'ambientazione urbana), cruda e senza mezzi termini. Si avvia subito e porta il lettore alla fine del terzo volume con una rapidissima escalation di colpi di scena molto ben congegnati fino a un finale al cardiopalma.
Il protagonista, Hisashi, è molto ben trattegiato dall'autore, che però ha lasciato in secondo piano tutto il resto, killer compreso. In ogni caso si riesce a sorvolare benissimo su questa cosa, perché le vicende di Hisashi sono coinvolgenti.

Passando ai due racconti presenti rispettivamente alla fine del volume due e tre: il primo si intitola Girl and Killer, una breve "fiaba crudele" dove un cecchino di professione si ritrova davanti una giovane prostituta e decide sul da farsi.
Il secondo è La nostra amicizia apparente, un racconto veramente ansiogeno dove è evidente la passione di Tomoe per i creepypasta.

Nel complesso un voto di 9/10, sono stata molto soddisfatta della lettura e lo consiglio.


queenseptienna: (The Hateful Eight)
2016-01-10 10:00 am

The Hateful Eight - Una recensione senza spoiler

Premessa importante: The Hateful Eight uscirà nei cinema italiani il 4 febbraio 2016. Io sono una di quelle stronze che ha fatto in tempo a scaricare il leak da torrent, quindi non leggete questa recensione se volete andare a vederlo al cinema perché sul serio, non dovrei nemmeno pubblicarla. Ma dopotutto chissene.



Vai col la trama: Qualche anno dopo la Guerra civile americana, una diligenza si fa strada nel paesaggio invernale del Wyoming; i passeggeri, il cacciatore di taglie John Ruth e la latitante Daisy Domergue, sono diretti verso la città di Red Rock, dove l'uomo, meglio conosciuto come "il boia", consegnerà la ricercata alla giustizia. Lungo la strada, incontrano due sconosciuti: il maggiore Marquis Warren, un ex-soldato di colore dell'Unione divenuto un famigerato cacciatore di taglie, e Chris Mannix, un rinnegato del sud che sostiene di essere il nuovo sceriffo della città. A causa di una bufera di neve, i quattro trovano accoglienza presso un rifugio di montagna, dove ad attenderli non vi sono i proprietari ma quattro facce che non hanno mai visto prima. Bob, colui che si occupa del locale in assenza della proprietaria, in visita a sua madre, è lì rintanato con il boia Oswaldo Mobray, con il cowboy Joe Gage e con il generale confederato Sanford Smithers. Mentre la tempesta divampa, gli otto viaggiatori impareranno come la loro destinazione non sia così facile da raggiungere. Tra tradimenti e inganni, dovranno cercare di sopravvivere alla situazione.

RECENSIONE )


queenseptienna: (Poe Dameron)
2015-12-26 10:00 am
Entry tags:

Star Wars - Una recensione con gli spoiler

Allora.
Sono andata a vedere Star Wars al cinema UCI di Torino Lingotto la mattina del 16 dicembre (giorno in cui è uscito) e sono passati dieci giorni, quindi è lecito parlarne. Ci saranno degli spoiler, siete avvisati.

NOTE: sull'UCI vorrei spendere un paio di parole puramente fatte di odio e rancore. 40 minuti di pubblicità pre film non sono una cosa accettabile. Sono una fottuta agonia. Ho odiato ogni singolo istante e per colpa di tutto ciò non solo non ho pranzato, ma ho fatto tardi a lezione (perché avevo preventivato un'orario di uscita completamente diverso).


Partiamo subito con una questione molto importante: per me Star Wars è una di quelle cose così belle che se anche fosse una merda (vedi episodio 1, 2 e 3) mi sarebbe piaciuto uguale. Quando sono entrata in sala ho spento quella parte del cervello dove si colloca il senso critico e tutto il resto è stato un fantastico UIIIIII SPADE LASER COSE CHE ESPLODONO NELLO SPAZIO OMG OSCAR ISAAC QUANTO SEI FIGO!!111!!
Ma è un film che ha comunque diversi problemi.
Quello più grosso ed evidente si capisce sul lungo andare del film: in sintesi Il Risveglio della Forza è un remake di Episodio 4 - Una nuova speranza. Senza se e senza ma. Nella mia testa ho trovato una sola spiegazione plausibile, ovvero che il film sia stato creato per "attirare" quella fetta di pubblico (che esiste e io non capisco come ciò sia possibile) che non ha mai visto un solo episodio di Star Wars (dovrebbero rimettere su l'inquisizione per gente così, sul serio). Però, per contro, c'è anche il discorso che questo non è un nuovo film stand alone di una saga nuova, ma il sequel di un'esalogia di film che ha rivoluzionato la cultura di molti di noi, quindi la maggioranza delle persone che è andato a vedere Star Wars è un fan di vecchia data. Quindi non so onestamente come interpretare la cosa, soprattutto quando JJ è un regista che non si fa toccare troppo le sceneggiature.
Questo difetto però ho cercato di trasformalo in un pregio: per tutto il film ho cercato di focalizzarmi sulla sensazione di piacere che mi dava il "sentirmi di nuovo a casa". Difatti, a prescindere dalla questione remake, la fotografia, i tempi, le dissolvenze... sono tutte cose che richiamano la vecchia trilogia e che non possono fare che piacere.

Passiamo ai personaggi.
Il primo che incontriamo e che ci introduce a bomba nella storia è Poe Dameron.


Poe, interpretato da Oscar Isaac, è la gioia dei miei occhi. Poe è un pilota di caccia dell'Alleanza, il più bravo, come fu prima di lui la buonanima di Wedge Antilles.
La così interessante di Poe, e che lascia immediatamente spiazzati, è che dopo essere stato catturatosi dà alla fuga con Finne scompare nel nulla,facendoci credere per un buon pezzo di film di essere morto.

Nulla da dire di negativo su questo personaggio, che mi ha conquistata immediatamente.


Il secondo personaggio è Kylo Ren.

Nella foto qui sopra Kylo Ren è quello al centro. Alla sua sinistra Capitan Phasma (che sinceramente speravo avesse una parte ben più incisiva nel film, ma il fatto che ne sia stato fatto del merchandising mi fa credere che la rivedremo nei prossimi episodi. Quello a destra è il Generale del Primo Ordine, personaggio eccellente e di forte interesse, nonostante qui sia stato approfondito poco. Vedremo nei prossimi film come risolveranno il suo conflitto con Kylo Ren,con il quale ha un rapporto che non è esattamente come quello che aveva Darth Vader con i suoi sottoposti, anzi. Non è per niente un sottoposto.

Kylo Ren è uno di quei personaggi che pensi sia interessante e poi ti tradisce togliendosi la maschera. Nello spoiler la foto.


E' semplicemente un cesso a pedali. E mi dispiace perché Adam Driver con la barba non è nemmeno un brutto ragazzo. Anche il doppiaggio è stato inclemente, poiché in lingua originale Driver ha una voce che in sostanza è Darth Vader senza respiro affannoso, ma qui hanno trovato [sarcasm] molto intelligente [/sarcasm] dargli la voce di un bambino di dodici anni nel momento in cui si toglie la maschera. Io ho semplicemente strillato RIMETTITELA, RIMETTITELAAAAA!
Ma Kylo Ren non è solo questo. Leo Ortolani lo ha soprannominato IL FRIGNETTA e mai nomignolo fu più azzeccato. Quando Kylo si incazza spacca tutti come l'imbecille diciassettenne che è. La sua età è l'unica ragione per la quale ho stretto i denti fino all'ultimo.
Questo personaggio però coinvolge altri due personaggi molto importanti nella saga di Star Wars, ovveroHan Solo e Leia Organa. Il giovanotto in questione è infattiloro figlio (il cui vero nome scopriamo essere Ben Solo)ed è proprio con il primo il momento più importante del film,dove Kylo uccide Han Solo sul ponte della base.

Questa scena è stata strana. Ammetto di aver capito un bel po' prima come sarebbe andata a finire, ma non mi ha impedito di rimanerci malissimo.
Dopotutto ero molto affezionata a Han Solo e l'idea di non rivederlo più mi lascia l'amaro in bocca. Da un lato posso comunque capire perché è un personaggio di forte levatura che ha anche oscurato gli altri nuovi protagonisti per buona parte del film. Farlo uscire di scena è stato forse un modo di "abbandonare il vecchio" per il nuovo.
Ah, la spada laser! La tanto discussa elsa ha una funzione! Durante il combattimento con Finn, Kylo gira la spada di colpo e lo trafigge con l'elsa instabile.

Il terzo personaggio introdotto è Finn.


Finn è un Assaltatore del Primo Ordine, il quale aiuta Poe Dameron a fuggire.
Un personaggio curioso e che mi è piaciuto Abbastanza divertente, se la cava un po' troppo spesso a botte di culo.
Non ho molto da dire su di lui, tranne che una serie di action figures su Amazon ha spoilerato con mesi di anticipo la provenienza del giovanotto in questione.Finn è infatti figlio dell'unico nero di questa saga, Lando Calrissian. Inoltre per buona parte del film, Finn brandisce la spada di Luke Skywalker, facendoci credere di essere un papabile jedi quando in realtà è solo il lava cessi della nave del primo Ordine.

Poi c'è Rey.


Rey è figa.
Di lei non si sa molto, tranne che vive sul pianeta Jakku e commercia rottami. Si tratta però della più importante dei personaggi elencati in precedenza,in quanto è una strana mistura tra Han Solo e Luke Skywalker, con il quale non si sa se abbia legami di parentela. Difatti Rey è sensibile alla Forza e impara in fretta a usarla per liberarsi e combattere contro Kylo Ren dopo che Finn è stato sconfitto (perché è un lavacessi).

Ora parliamo della trama: si riassume in "caccia al tesoro, premio Luke Skywalker".
Il nostro eroe preferito difatti è scomparso nel nulla dopo aver aperto un'accademia jedi e fatto casinocon Kylo Ren. Ma dopotutto stiamo parlando di uno che in totale ha avuto si e no 7 mesi di allenamento da Jedi, quindi la cosa è ok. C'è una mappa, tutti la vogliono, tutti la cercano e basta. La maggior parte del film di trama ne ha ben poca (a parte spade laser pew pwe caccia stellari e cose che scoppiano nello spazio), serve per lo più a introdurre i nuovi personaggi e rafforza in me l'idea che questo sia un film di transizione alla nuova serie di film.

In sostanza: se avessi dovuto badare alle inesattezze del film,tipo il Millenium Falcon che dopo anni ad arruginire funziona al primo colpo o Han solo che becca i nostri eroi in una galassia ENORME al primo tentativo, è palese che avrei avuto una grossa delusione. Ma come ho detto all'inizio, per me Star Wars ha una sua sacralità e francamente non ho intenzione di bocciarlo. Sono entrata al cinema senza aspettative, con puro scopo di divertimento. Il risveglio della Forza ha fatto il suo dovere: mi ha intrattenuta, mi ha divertita, mi ha dato delle belle emozioni. Al resto posso passarci sopra con il mio X-Wing guidato da Poe Dameron.



queenseptienna: (Kirk PEW)
2015-09-15 09:00 am

[Recensione] L'uomo di Marte - Andy Weir

Quella de L'uomo di Marte è la prima recensione su un libro che scrivo da almeno un anno. Questo perché questo è il primo libro che leggo con piacere da altrettanto tempo.
Ho iniziato a leggerlo per il semplice fatto che ho saputo che ne verrà fatto un film con Matt Damon in uscita il mese prossimo, per tanto volevo essere preparata.

La trama, ci aiuta Wikipedia, è semplice:

L'astronauta NASA Mark Watney, ingegnere meccanico e botanico della missione Ares 3, la terza missione a portare l'uomo su Marte, viene abbandonato sul pianeta rosso dagli altri membri dell'equipaggio. La base, situata nella Acidalia Planitia, è infatti colpita da una violenta tempesta di sabbia, i cui venti superano i limiti di velocità tollerabili dal Mars Ascending Vehicle (MAV), il veicolo destinato a riportare in orbita marziana l'equipaggio. Durante l'evacuazione della base, il riflettore dell'antenna principale dello Hab (Martian habitat) viene strappato dal suo alloggiamento dalla forza del vento e si schianta sulle antenne minori; una di queste colpisce Watney e lo allontana dai compagni, trafiggendogli (ferendolo) la tuta e danneggiandone i sistemi di monitoraggio dei parametri vitali. Gli altri cinque membri della missione lo credono così morto, e, per non rischiare a loro volta la vita, decidono dopo una vana ricerca di abbandonare la base senza recuperarne il corpo.

Read more... )
queenseptienna: (Robot)
2015-01-06 10:00 am

RECENSIONE - Automata (2014)



Domenica ho guardato Automata, film del 2014 diretto da Gabe Ibáñez e interpretato da Antonio Banderas.
La trama: Nel 2044 la Terra sta andando verso la desertificazione e l'umanità lotta per sopravvivere in un ambiente ormai ostile. La razza umana coesiste con i robot, creati per supportare la condizione della società in declino. L'agente assicurativo Jacq Vaucan che lavora per una società di robotica, la Roc Robotics Corporation, indaga su androidi difettosi. Durante una delle sue indagini scopre che alcuni robot si sono evoluti, diventando così una possibile minaccia per l'umanità.

LEGGI TUTTO )

queenseptienna: (Robot)
2014-12-13 10:00 am
Entry tags:

Interstellar

Avrei voluto scrivere questo post quando ho visto il film, ma l'app di LJ per iOS mi ha trollata e ha deciso che non gli piacevo più.
Quindi riscrivo da zero.

Partiamo dal principio: io non avevo alcuna fiducia in questo film. Nolan, il regista, non mi è mai particolarmente piaciuto (durante i suoi Batman ho dormito sodo come in Capitan America di cui so solo l'inizio e il finale), il trailer non mi aveva detto niente e tutti i riferimenti a 2001 Odissea nello Spazio mi mandavano in bestia perché è un flm che non mi piace e trovo pretenzioso.
Ma ho ceduto perché Matthew McConaughey è un attore che mi piace e grazie a True Detective ho preso ad apprezzare maggiormente, soprattutto per la forza di volontà di voler uscire dal ruolo di protagonista bamboccio per prendere i panni di personaggi profondi e tridimensionali.
Quindi ok, andiamo al cinema, il film inizia e io sto per addormentarmi, lo ammetto.
Poi succede che il film finalmente si sblocca e mi ha tenuta inchiodata alla poltrona con le palpebre spalancate fino alla fine. Credo di aver anche pianto, non mi ricordo.
Sta di fatto che, a prescindere da alcuni errori, è un film bello. Maestoso. Con un bel messaggio di fondo e, soprattutto, molto ben realizzato.
E mi ha fatto incazzare come una faina leggere sui social, il giorno dopo, campagne anti-Interstellar sul fatto che "non è un film scientificamente accurato".
Ora.
Io non voglio essere sempre quella stronza, ma non mi pare che nessuno di voi sia laureato in fisica quantistica e tutto ciò che concerne lo spazio, quindi a parte una o due persone che conosco che sono DAVVERO laureate nelle materie sopracitate, non credo ci siano proprio le basi per discutere di cosa sia scientificamente accurato o meno. E poi santo cielo, è un dannato film di FANTAscienza, se volevo vedere qualcosa di scientificamente accurato mi guardavo un documentario sui pinguini!

Concludo dicendo che Interstellar è un ottimo film, con i suoi errori logici, la Anne Hathaway che avrebbe meritato di venire espulsa dai boccaporti di scarico, ma che comunque riesce a trasmettere grandi emozioni.


queenseptienna: (Jonh Doe)
2013-07-20 03:00 pm
Entry tags:

World War Z: fate tacere quei dannati israeliti

Mettiamo subito in chiaro una cosa che se no mi linciano: io il libro non l'ho letto (sì, è un grande classico zombesco, sì, ce l'ho sulla lista delle cose da leggere quando la pigna di Scritty si esaurirà o le darò fuoco). Per cui mi rifaccio a quello che mi ha detto Hush.


Partiamo col dire che questo film lo attendevo da parecchio, un po' per la nomea, un po' per il cast, un po' per la musica, un po' perché le maree di zombie e le arrampicate sono fottutamente spettacolari.
Però non mi ha coinvolta sin da subito. L'inizio è un po' lento, almeno per me, il che mi ha fatto guardare metà del film con un occhio sullo schermo e uno sull'iPad e alla mia partita a Blockheads.
Mi sono rianimata nel momento in cui il buon Brad viene spedito in Israele, gente pratica a costruire muri, i bergamaschi del medioriente. Infatti, con una spiegazione abbastanza MEH, ci viene spiegato che nel giro di un mese PRIMA dell'epidemia zombie qualcuno ha finalmente preso coscienza di aver guardato quei benedetti film sugli zombie che esistono dappertutto meno che nei film sugli zombie (e che è anche uno dei motivi dell'alto tasso di mortalità di questi film) e decide di erigere un mega muro che avrebbe fatto tremare le vene nei polsi al più scafato imprenditore comasco. Tutto intorno a Gerusalemme, gli altri che si arrangino.
Brad allora ci mostra la popolazione sana fatta confluire all'interno. Il muro è così alto che è impossibile pensare che qualcuno riesca a buttarlo giù. Mentre Brad parla con il suo interlocutore israelita, sullo sfondo un gruppo di manifestanti protesta presumo per la creazione del muro (come dicevo prima, in Israele i muri crescono come funghi, ma non è che siano ben visti), facendo un chiasso della malora. Brad si sveglia quel tanto da ricordarsi che il rumore attira gli zombie come api al miele e che forse è il caso di far tacere tutti.
Di seguito l'immagine della scena più figa un assoluto: una marea umana di zombie corridori che si ammassano l'uno sull'altro formando letteralmente in pochi secondi una scala di corpi che come un'onda oltrepassa e rende del tutto inutile il muro.


Però siete imbecilli.
Nel film viene detto tipo millemila volte che sti benedetti (si fa per dire) zombie sono attratti dal rumore (perché se di Max Brooks avete letto la guida per sopravvivere agli zombie, allora si presuppone che sappiate che probabilmente l'udito, dopo l'olfatto, è l'unico senso degno di questo nome rimasto a uno zombie). Possibile che nessuno spari a quel branco di imbecilli urlanti per farli tacere? Israele, hai ammazzato gente per molto meno nella realtà, un paio di soldati che infilasse un calzino in bocca ai manifestanti potevi sprecarli.


Passiamo invece alla parte del film che più mi è piaciuta in assoluto. Il buon Brad casca con l'aereo e insieme alla soldatessa in moncherino si trascina fino ad arrivare al centro dell'OMS, dove il direttore è niente meno che - sorpresa sorpresa - quella benedizione in terra che è Pierfrancesco Favino (attore da me già apprezzato in passato per film come A.C.A.B. - All Cops Are Bastards, tanto per citarne uno).

La parte nei laboratori l'ho adorata, davvero. Reduce da film imbecilli come Resident Evil, dove le scene nei laboratori sono altrettanto imbecilli, il trio Pitt/Favino/Soldatessa senza nome è davvero azzeccato, si muovono nella maniera corretta e soprattutto fanno le cose giuste.


Tutto poi viaggia verso il finale, che non spoilero, ma che ben rende l'idea di come curare l'epidemia zombie, grazie allo stratagemma delle malattie.

Insomma, è da vedere.


queenseptienna: (Fallout)
2013-07-19 02:05 pm
Entry tags:

Pacific Rim - Perché Godzilla ci fa 'na pippa

Sono andata a vedere Pacific Rim settimana scorsa con Hush e non è che mi aspettassi grandi cose. Alcuni mi avevano parlato addirittura di introspezione psicologica, cosa che è sfumata appena ho visto i due fratelli che comandano Gipsy entrare in scena.
La storia ormai la sappiamo tutti: in mezzo al Pacifico si apre un cratere infradimensionale che spara fuori mostri denominati Kaiju, che per i più niubbi è una parola che richiama i mostri del cinema tipicamente giapponese. Godzilla, presente?
Il governo americano (non puoi dire americani senza dire cani), invece di bombardare il portale, pensa bene di creare dei mecha alti 88 metri comandati da imbecilli che menano come mazzieri grazie al loro robottone che prende il nome di Jaeger.
Ora, messa così sembra che il film faccia schifo (come in tanti sostengono). Non è assolutamente così. Questo è il classico film ignorante e americano che guardi per puro divertimento e perché 1) ci sono i robottoni 2) i robottoni menano mostri più grossi di loro e 3) gli effetti speciali sono da capogiro.
Non abbiamo visto il 3D, ma l'effetto di essere dentro il film c'era tutto.
Enormi mecha che subito mi hanno fatto pensare con nostalgia a Mazinga, Jeeg Robot, Daitan... la mia infanzia concentrata in un film con trama zero e un sacco di effetti speciali. Le incongruenze ci sono e sono spaziali tanto quanto sono grosse, ma sinceramente se volevo vedere coerenza e introspezione psicologica mi riguardavo qualche film francese o mi rimettevo su il DVD de "La Promessa".
Inutile dire che l'ho adorato, ma io ho adorato anche The Expendables 2 che di trama ne aveva ancora meno, eh.

A chiunque abbia detto "rivoglio indietro la mia sospensione dell'incredulità!" con tono oltraggiato, consiglio di prendere questa. Non ho bisogno di spiegare come usarla.