queenseptienna: (Richard Armitage 1)
Studi per delle cover.

queenseptienna: (Jonh Doe)
Mettiamo subito in chiaro una cosa che se no mi linciano: io il libro non l'ho letto (sì, è un grande classico zombesco, sì, ce l'ho sulla lista delle cose da leggere quando la pigna di Scritty si esaurirà o le darò fuoco). Per cui mi rifaccio a quello che mi ha detto Hush.


Partiamo col dire che questo film lo attendevo da parecchio, un po' per la nomea, un po' per il cast, un po' per la musica, un po' perché le maree di zombie e le arrampicate sono fottutamente spettacolari.
Però non mi ha coinvolta sin da subito. L'inizio è un po' lento, almeno per me, il che mi ha fatto guardare metà del film con un occhio sullo schermo e uno sull'iPad e alla mia partita a Blockheads.
Mi sono rianimata nel momento in cui il buon Brad viene spedito in Israele, gente pratica a costruire muri, i bergamaschi del medioriente. Infatti, con una spiegazione abbastanza MEH, ci viene spiegato che nel giro di un mese PRIMA dell'epidemia zombie qualcuno ha finalmente preso coscienza di aver guardato quei benedetti film sugli zombie che esistono dappertutto meno che nei film sugli zombie (e che è anche uno dei motivi dell'alto tasso di mortalità di questi film) e decide di erigere un mega muro che avrebbe fatto tremare le vene nei polsi al più scafato imprenditore comasco. Tutto intorno a Gerusalemme, gli altri che si arrangino.
Brad allora ci mostra la popolazione sana fatta confluire all'interno. Il muro è così alto che è impossibile pensare che qualcuno riesca a buttarlo giù. Mentre Brad parla con il suo interlocutore israelita, sullo sfondo un gruppo di manifestanti protesta presumo per la creazione del muro (come dicevo prima, in Israele i muri crescono come funghi, ma non è che siano ben visti), facendo un chiasso della malora. Brad si sveglia quel tanto da ricordarsi che il rumore attira gli zombie come api al miele e che forse è il caso di far tacere tutti.
Di seguito l'immagine della scena più figa un assoluto: una marea umana di zombie corridori che si ammassano l'uno sull'altro formando letteralmente in pochi secondi una scala di corpi che come un'onda oltrepassa e rende del tutto inutile il muro.


Però siete imbecilli.
Nel film viene detto tipo millemila volte che sti benedetti (si fa per dire) zombie sono attratti dal rumore (perché se di Max Brooks avete letto la guida per sopravvivere agli zombie, allora si presuppone che sappiate che probabilmente l'udito, dopo l'olfatto, è l'unico senso degno di questo nome rimasto a uno zombie). Possibile che nessuno spari a quel branco di imbecilli urlanti per farli tacere? Israele, hai ammazzato gente per molto meno nella realtà, un paio di soldati che infilasse un calzino in bocca ai manifestanti potevi sprecarli.


Passiamo invece alla parte del film che più mi è piaciuta in assoluto. Il buon Brad casca con l'aereo e insieme alla soldatessa in moncherino si trascina fino ad arrivare al centro dell'OMS, dove il direttore è niente meno che - sorpresa sorpresa - quella benedizione in terra che è Pierfrancesco Favino (attore da me già apprezzato in passato per film come A.C.A.B. - All Cops Are Bastards, tanto per citarne uno).

La parte nei laboratori l'ho adorata, davvero. Reduce da film imbecilli come Resident Evil, dove le scene nei laboratori sono altrettanto imbecilli, il trio Pitt/Favino/Soldatessa senza nome è davvero azzeccato, si muovono nella maniera corretta e soprattutto fanno le cose giuste.


Tutto poi viaggia verso il finale, che non spoilero, ma che ben rende l'idea di come curare l'epidemia zombie, grazie allo stratagemma delle malattie.

Insomma, è da vedere.


queenseptienna: (Default)
E' uscito ieri Zombie Press.
Primo di una serie di "non è dato sapere" episodi, è il lavoro più divertente che io e Alexia abbiamo mai scritto insieme!

Titolo: Zombie Press

Saga: A.Z.A.B. – All Zombie Are Bastards

Numero: 1

Autori: Daniela Barisone e Alexia Bianchini

ISBN: 978-88-98394-25-8

Genere: horror, contemporaneo

Collana: Contaminazioni, Horror, A.Z.A.B.

Formato: ePub (in file ZIP da estrarre)

Sinossi: ZOMBIE PRESS è la prima novella scritta a quattro mani da Alexia Bianchini e Daniela Barisone nell’universo di A.Z.A.B. – All Zombie Are Bastards.

In una Milano post apocalittica, Mary e Shelley, le due protagoniste, cercano di ricostruire la propria vita in una società di zombie redivivi vegani, che schifano gli esseri viventi e li trattano alla stregua di galoppini. Mary e Shelley torneranno così a lavorare alla Zombie Press, rinata dalle ceneri di una grande e nota casa editrice italiana, come redattrici per scrittori vivi e non morti.

Ma nonostante la pace sia apparente e il pericolo passato, lavorare gomito a gomito con gli zombie non è semplice, non quando la tua vita sta per diventare un ghetto.

queenseptienna: (Richard Armitage 1)
Trovo che scrivere a quattro mani (ovvero con l'ausilio di qualcun altro) sia un eccellente esercizio.
Non sono una gelosa delle proprie trame. Come dissi ieri su Facebook, la mia testa è un enorme prato pieno di plot!bunny che saltellano allegramente urlando "Ph'nglui mglw'nafh Cthulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn" e "SCRRRRIIIIIIVIIIICIIIIII". Ne ho talmente tanti che potrei dispensare una trama diversa ogni giorno per dieci anni, quindi no, non sono gelosa e sono aperta alla condivisione.
La condivisione consiste nella scrittura a quattro mani, ovvero trovare un altro disperato come te che faccia "UIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!" all'idea di scrivere qualcosa insieme di potenzialmente trash.
Io scrivo insieme a un sacco di gente.

Con Alexia Bianchini l'obiettivo finale è A.Z.A.B. - All Zombie Are Bastards, una serie di racconti italian!zombie con protagoniste Mary e Shelley in un'italia invasa da zombie vegetariani. Uscirà il 21 maggio 2013 per La Mela Avvelenata, mentre a ottobre 2013 ci sarà la nostra prima opera scritta insieme: Reanimator. Trattasi di un chiaro omaggio a "Herbert West, Rianimatore" di H.P. Lovecraft con il quale festeggeremo Halloween.

Con Hush si sta producendo il nostro magnus opus, un'ucronia fantapolitica tutta italiana che prevederà di diventare una serie di racconti lunghi perché siamo entrambi della scuola del sintetico.

Con [livejournal.com profile] livin_derevel ho scritto di tutto. E' la mia compagna storica. Abbiamo scritto insieme Automatismo Meccanico, Bite Hard (ora al vaglio dell'editing), Biancaneve, Cenerentola, La bella addormentata, Mike in Wonderland (che uscirà prossimamente con Lite Editions), L'isola che non c'è (idem come sopra).
Attualmente stiamo scrivendo (o tentando) di scrivere Gloom, zombie vittoriani.

Con [livejournal.com profile] ewan_j invece ho ottenuto il top della gamma: scrivere un fanta trash. Il tutto è nato a causa di un'immagine mentale, quella di un nano da guerra a dorso di un unicorno che infilza i nemici e beve il loro sangue. Da lì è nato il sodalizio ed è iniziato il tutto. Abbiamo un'ambientazione e una mappa. Più che sufficiente per ricavarci un'intera serie di racconti nella quale infilerò vichinghi che trombano altri vichinghi solo per il puro gusto di dare fastidio al Sociopatico.

Ingredienti per un buon fantatrash:
☑ Idea balzana
☑ Nani e unicorni
☑ Mappa molto figa
☑ Nomi italioti misti a elfico
☑ Zona nord della mappa alla Skyrim
☑ Draghi
☑ Elfi assassini che indossano cotte di maglia come se nulla fosse
☐ Critica alla società capitalista, maschilista e fallocentrica
☐ Tempo effettivamente passato a scrivere
☐ Titolo
☐ Trama generale

Come faccio a portare avanti tutto questo trovando il tempo di dormire? Non ne ho idea, per me è naturale quanto respirare.
Ma soprattutto, perché scrivere a quattro mani? Le risposte possono essere tante e molteplici.

  • Un'idea condivisa si porta avanti prima in due

  • Se si è molto sintetici e si trova qualcuno di più prolisso si ottiene una buona mistura di stili

  • Ci si vuole divertire a scrivere insieme

  • Si è creato un universo condiviso

  • Inserire risposta a piacere

La bravura nello scrivere a quattro mani però si ottiene nel momento in cui, durante la lettura, i due stili non si distinguono. Sta lì la stella d'oro di due autori, trovare il proprio ritmo e creare insieme uno stile nuovo che faccia sembrare il tutto un unico ed enorme flusso senza stacchi. Come si ottiene? Con la pratica e con l'editing. Con il tempo sarà più facile e naturale adattarsi l'uno all'altro.
queenseptienna: (There isnt tripe for cat)
Titolo: Gli zombie non piangono

Autore: Rusty Fischer

Editore: Giunty Y

ISBN: 9788809768857

Num. Pagine: 243

Prezzo: 12 euro

Voto:

Trama: Maddy Swift è una studentessa un po’ imbranata, che frequenta il liceo della tranquilla cittadina di Barracuda Bay e ha una cotta per il nuovo ragazzo della scuola. Quando Stamp la invita a una festa, la sua vi­ta è destinata a cambiare per sempre. Piove a dirotto e Maddy, tutta agghindata, esce di nascosto dal padre. Dopo essersi persa diverse volte, finalmente intravede le luci della festa e viene colpita in pieno da un fulmine. Appena si risveglia, si ritrova con la faccia in una pozzanghera, stordita e completamente inzaccherata. Ma il fango è l’ultimo dei suoi problemi: è quel buco fumante nel cranio, il cuore che non batte più e i polmoni che non funzionano a farle sorgere qualche sospetto... Una volta a casa, dopo una rapida ricerca in rete, scopre con raccapriccio di essersi trasformata in una delle creature che più la spaventano: una morta vivente. Gli zombi non piangono, ma fanno ridere tantissimo.



Trovate la recensione QUI.
queenseptienna: (The Walking Dead - Rick - WTF?)
Che mi piacciano gli zombie e le apocalissi, non è un mistero. Quello che conta è che piacciono anche alla mia editor/socia/amica/sorella acquisita Alexia Bianchini, che mi ha coinvolto in un progetto che... beh, scusate, ne vado molto fiera.

Un romanzo a quattro mani, che parla di zombie, quelli veri, e delle avventure di Mary e Shelley alla Zombie Press, casa editrice sorta sulle ceneri di una "nota casa editrice" in cui rappresentano non solo la "quota rosa", ma anche la "quota vivente".

Non sto qua a esplicare i dettagli di questo romanzo che ha tutto l'intento di iniziare facendo ridere e finire facendo piangere (in senso buono) e per una volta me la posso anche tirare: sta venendo dannatamente bene.

Quello che vedete qui sotto invece è il concept di copertina che ho fatto per presentare il testo e per dare subito un'idea di cosa ci si potrebbe trovare davanti.
Attualmente siamo ancora in fase di stesura, ma siamo già a metà. Abbiamo iniziato ad agosto e stiamo procedendo in maniera molto spedita, cosa assai rara per la sottoscritta XD





Da brava appassionata di horror mi domando: gli zombie sono un genere abusato? La risposta è assolutamente . Perché scrivere ancora di zombie, allora?

1) perché ci piacciono gli zombie
2) perché trovo che l'idea di base di questo romanzo sia più originale dei soliti testi sul genere
3) perché sì, c'è la pandemia, c'è l'apocalisse, c'è lammmmorte, ma soprattutto c'è il trash e il lol, due componenti che per me sono inscindibili.

Poi c'è la domanda topica, quella che la maggior parte delle persone mi ha chiesto: ma c'è la storia d'amore?
La risposta è scontata: no. Cioè, sì, c'è un accenno di innamoramento, ma sono ancora indecisa se troncarla in maniera brutale o meno :D


Insomma, tanto a breve lo finiremo, per cui ne sentirete parlare presto XD

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